Come partner fondatore della Refugee and Migration Education Network, il SIMI ha recentemente partecipato alla conferenza sull’educazione dei rifugiati e dei migranti ospitata presso la Pontificia Università Georgiana a Roma, dal titolo Initiatives in Refugee and Migrant Education-Moving Forward, Diving Deeper, Together, un momento di riflessione per approfondire insieme e progettare nuove iniziative per migliorare l’accesso all’istruzione di migranti e rifugiati.

Le sfide che la RMEN si trova ad affrontare dopo la pandemia sono numerose: il numero stimato di sfollati ha superato i 100 milioni, insieme agli effetti economici e sociali della pandemia e della guerra in Ucraina. L’evento tenutosi dal 26 al 28 settembre è stato quindi cruciale per la ripresa delle collaborazioni e degli scambi intellettuali con le istituzioni partner, i colleghi accademici e i leader religiosi e spirituali, al fine di affrontare le questioni migratorie contemporanee alla luce della pandemia iniziata nel 2020.
L’evento ha incluso workshop che hanno affrontato le discrepanze nei risultati scolastici e nell’accesso per le donne e le ragazze rifugiate, guidati da Jill Drzewiecki, specialista del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), e una plenaria di accompagnamento sullo stato dell’istruzione per i migranti e i rifugiati nel contesto dei modelli migratori globali, dei cambiamenti climatici e dei conflitti, con il relatore principale P. Tom Smolich SJ, direttore internazionale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. Inoltre, si sono tenuti dei panel che hanno toccato varie tematiche: dalle prospettive globali dell’istruzione allo stato dell’istruzione dei rifugiati ucraini in Europa occidentale, fino ai progressi della tabella di marcia 15by30 dell’UNHCR all’influenza e al ruolo delle reti universitarie nell’espansione dell’accesso dei rifugiati all’istruzione. Vi sono stati anche momenti di condivisione di esperienze personale con riferimento all’accesso all’istruzione superiore ed accademica.

La conferenza si è conclusa con una plenaria di chiusura  tenuta dal Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, e con un’udienza privata con Papa Francesco in Vaticano, che ha fatto eco ai sentimenti espressi alla conferenza, secondo cui “ogni istituzione educativa è chiamata a essere un luogo di accoglienza, senza escludere nessuno”.