Si è tenuta lo scorso 25 novembre la Giornata di Studio organizzata dalla Facoltà Teologica della Pontificia Università Urbaniana nel quadro dell’iniziativa Global Compact on Education promossa da Papa Francesco.

All’evento, dal titolo Per una educazione integrale nel villaggio globale: la teologia al servizio dell’evangelizzazione, ha partecipato anche P. Aldo Skoda con un intervento incentrato su “Educare a servire, educare è servire”: per un nuovo impegno pastorale nell’era della globalizzazione e della multiculturalità. Di seguito proponiamo una sintesi dell’intervento di Padre Skoda.

“L’evento dei Global compact on Education, fortemente voluto da Papa Francesco, ha messo in risalto ancora una volta il “cambiamento d’epoca” di cui siamo testimoni. L’educazione, riconosciuta come diritto fondamentale, è oggi la cartina di tornasole della stessa condizione dell’individuo e della società. Da una parte, l’educazione è il luogo dell’esclusione sociale in molte parti del mondo, vicino e lontano, relegando di conseguenza le persone nelle periferie esistenziali e creando sacche di emarginazione e scarsa partecipazione sociale attiva. Un mancato accesso all’educazione oppure una scarsa educazione non fanno che alimentare le ineguaglianze e persino l’emarginazione sociale. Allo stesso tempo però, l’educazione rimane lo strumento fondamentale di promozione di uno sviluppo integrale, sostenibile e armonico della persona e delle comunità.

Il Papa parla di “catastrofe educativa” e guardando gli indicatori non si può che essere d’accordo. Circa 250 milioni di bambini/e in età scolare sono totalmente esclusi da ogni attività educativa. Le statistiche mondiali sostengono la previsione di un significativo incremento della popolazione giovane nel futuro prossimo, la maggior parte dei quali vivrà in aree che manifestano problemi strutturali come fragili economie, instabilità politica, conflitti, persecuzioni a base etnica, di genere e religiosa, sistemi socio-assistenziali deboli, migrazioni forzate, disastri naturali”.

L’intervento si è focalizzato su alcuni nodi oggi problematici riguardante l’educazione, a partire dal valore dato a questo termine nei messaggi del Papa e nei documenti internazionali a riguardo. All’interno di questo vasto e complesso tema si è tracciato un percorso che parte dalla globalizzazione e dalla mobilità umana, due fenomeni oggi cruciali, per sottolineare le grandi sfide educative poste alla società e alla comunità cristiana in particolare riguardo alla multiculturalità e all’educazione interculturale.

L’educazione, che potremmo definire integrale ed interculturale, può diventare lo strumento per costruire una visione inclusiva, che integri la dimensione individuale, sociale, ambientale e trascendentale e che risponda alle sfide della società e della comunità cristiana oggi per superare una visione dell’educazione de-personalizzata, de-contestualizzata e de-valorizzata.

In questa prospettiva il Santo Padre, attraverso azioni concrete, ha voluto avviare un processo di riflessione e soprattutto di responsabilizzazione della comunità mondiale e della comunità cristiana a intendere l’educazione come un servizio ad ogni singolo uomo/donna e a tutto l’uomo/donna. Richiamando le difficoltà, spesso i fallimenti ma anche le prospettive e le potenzialità, di fronte a questi cambiamenti epocali e all’accelerazione di molti fenomeni sociali e culturali dove qualcuno rischia di rimanere indietro, di non essere coinvolto, il Papa invita a far si che le istituzioni e la comunità cristiana in generale promuovano con coraggio (parola più volte usata dal Papa nel suo messaggio), creatività e responsabilità una visione dell’educazione che è servizio e che a sua volta è aperta al servizio del bene e della speranza”.