M. Strona, Il Dio pellegrino. La migrazione nel discernimento di Papa Francesco: dall’esodo alla comunione. Cittadella editrice, Assisi 2021, pp. 489

ISBN: 9788830817760

“Sicuramente questo libro, che felicemente vediamo nell’imminenza della sua pubblicazione, sarà di grande apporto per tutti quelli e quelle che desiderano conoscere meglio sia la questione migratoria dal punto di vista teologico, sia il magistero di Papa Francesco. Allo stesso tempo sarà un potente strumento di studio per coloro che oggi assumono la sfida e l’avventura del pensare teologico. A questi e queste, il presente libro potrà suggerire nuovi volti della Teologia trinitaria e del Dio su cui pensa e parla la stessa, nel mondo e nella Chiesa di oggi” – Dalla prefazione di Maria Clara Bingemer –

 

Il libro che presento è espressione della mia tesi di dottorato congiunto (doppio titolo) tra l’Istituto Universitario Sophia (Loppiano) e la Pontificia Università di Rio de Janeiro (Brasile), che mi ha conferito il titolo in Ontologia trinitaria e Teologia sistematica-pastorale.

La prefazione e la postfazione del libro sono state realizzate dai due professori che mi hanno accompagnato lungo il cammino di vita e di studio: Maria Clara Bingemer e Piero Coda.

Il lavoro è diviso in tre parti.

La prima parte è intitolata La migrazione oggi e il discernimento della Chiesa cattolica.

Il primo capitolo presenta, a grandi linee, il fenomeno della migrazione dal punto di vista sociologico, soffermandosi in particolare sulle categorie sociali che ne sono implicate; vale a dire i migranti, i rifugiati, le minoranze etniche che prendono forma per effetto dei movimenti migratori.

La percezione che se ne ricava è quella di una realtà planetaria in cui il mancato equilibrio tra popolazione e sviluppo rischia di diventare, da un lato, il fattore principale dell’impoverimento di una larga parte dell’umanità, e al contempo il presupposto per l’accelerazione dei flussi di mobilità internazionale.

Il fenomeno della mobilità umana, proprio per questo motivo, è stato sempre anche al centro della sollecitudine pastorale della Chiesa, con interventi mirati sia ad approfondire l’analisi e l’interpretazione di questa mutevole realtà sociale, sia ad individuare proposte pastorali aggiornate e adeguate ai cambiamenti, con l’obiettivo di tutelare anzitutto i diritti umani dei migranti, da un lato, e di promuovere una rispettosa e autentica accoglienza dell’“altro”, con tutto il suo patrimonio socio-culturale e religioso.

Questa missione fondamentale trova una continua eco nella vita e negli insegnamenti del Magistero: nessuno è straniero nella Chiesa ed essa non è straniera a nessuno, in alcun luogo.

È questo il tema che viene sviluppato nel secondo capitolo. In particolare qui si cerca di vedere come la Chiesa, lungo i secoli, ha preso coscienza, a poco a poco, del fenomeno migratorio, maturando un discernimento pastorale e organizzandosi anche a livello strutturale e istituzionale, fino a giungere alla costituzione del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, dove la direzione della sezione dei “Migranti e Rifugiati” è stata presa, “ad interim”, dallo stesso Papa Francesco. La seconda parte della tesi evidenzia e approfondisce le matrici del discernimento di Francesco: la mistica ignaziana (capitolo 3) e la recezione latinoamericana dell’ecclesiologia del “popolo di Dio” (capitolo 4).

Ignazio di Loyola, nella sua Autobiografia, si identifica come “il pellegrino”. La caratteristica dell’esperienza di Dio che qui emerge è proprio quella del pellegrinaggio; è la storia stessa ad assumere i tratti di questo grande pellegrinaggio in cui l’essere umano, “homo viator”, è chiamato costantemente a riconoscere le tracce di Dio, che si manifestano ogni volta come una sorpresa. Dio è il “Dio delle sorprese”, della novità inaudita che siamo chiamati a riconoscere in un atteggiamento di meraviglia e di attenzione.

Proprio perché in cammino, l’uomo non è mai solo, ma fa parte di un popolo, il “popolo di Dio” che lungo la storia è chiamato, insieme, a cercare Dio e trovarlo “in tutte le cose”. Il quarto capitolo, allora, si sofferma precisamente sulla recezione latinoamericana dell’ecclesiologia del “popolo di Dio”, cercando di evidenziare lo sviluppo, a partire dalla Scrittura, di questo paradigma chiave del Vaticano II e, successivamente, analizzare la recezione avvenuta in America Latina attraverso alcuni Autori: G. Gutierréz (opzione per i poveri); J. Sobrino e I. Ellacuria (“popoli crocifissi”); L. Gera e R. Tello (“teologia del popolo”). In particolare, in questo capitolo, si cerca di sottolineare ciò che è emerso durante le Conferenze Generali dell’Episcopato Latinoamericano, come ad esempio ad Aparecida (Brasile, 2007), dove si dipinge il volto di una Chiesa Madre che «deve sentire se stessa come Chiesa senza frontiere, Chiesa familiare, attenta al fenomeno crescente della mobilità umana nei suoi diversi settori». [1]

La terza parte (capitoli 5 e 6) infine, esamina la prospettiva teologico-pastorale di Papa Francesco, a partire dal fenomeno migratorio, per la vita e la missione della Chiesa.

Il quinto capitolo prende in esame la proposta di Francesco, a partire dai testi magisteriali, i discorsi e le omelie, circa la migrazione. Ci siamo lasciati guidare da 4 coppie di verbi che il Papa ha pronunciato in due diverse occasioni e che, secondo noi, si offrono da fari per illuminare il cammino. Nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium Francesco indica alla comunità cristiana la strada da percorrere attraverso questi verbi: prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, festeggiare.[2] Durante l’incontro del Forum Mondiale “Migrazioni e pace”, il Papa propone alla Chiesa di testimoniare la misericordia di Dio nei confronti di ogni essere umano articolando 4 verbi: accogliere, proteggere, promuovere, integrare.

A partire dal questi verbi nascono gesti concreti per il discernimento personale e comunitario: politico, sociale, economico ed ecologico. Il fenomeno della mobilità umana, in questa chiave presentata da Francesco, può permettere di sperimentare e vivere l’umanità come icona della Trinità

Il sesto capitolo, infine, cerca di far luce sul cammino svolto, proponendo alcune piste che si diramano a partire da questa strada per ulteriori approfondimenti. In particolare due grandi temi, centrali per il Magistero del Papa – la “Chiesa in uscita” e la “mistica del Noi” – scanditi da un ritmo che si sviluppa in quattro tappe: l’essere in cammino e aperti alla “sorpresa” di Dio; la frontiera; l’ospitalità; la “koinonia” nella differenza, ovvero la cultura dell’incontro.

L’assunzione in questi termini del fenomeno migratorio dischiude un chiaro ethos evangelico: la comunione nella diversità rappresenta un elemento essenziale per la comprensione del mistero della Trinità così come essa si è voluta rivelare all’umanità, conducendo all’elaborazione di un nuovo paradigma per poter dire “Dio” oggi; il “Dio pellegrino”.

Marco Strona

 

“Ritengo che la non piccola sfida che Marco Strona si è assunto con questa ricerca, e a cui ha fatto fronte con passione, lucidità, apertura e ricca documentazione, offre un robusto contributo alla presa di coscienza e a un approfondimento ispirato e critico in ordine dell’oggetto che intenziona. E ciò in quanto il fenomeno epocale della migrazione risulta essere non solo istruito come pertinente “oggetto materiale” del discorso teologico, ma insieme, e prima ancora, come illuminante e attualissimo “oggetto formale” della narrazione dell’incontro sempre nuovo di salvezza e liberazione tra il Dio Trinità pellegrino e il suo Popolo pellegrinante nella storia in compagnia con l’intera famiglia umana: nel segno della speranza, della giustizia, della fraternità”. – Dalla postfazione di Piero Coda – 

 

 

Marco Strona è sacerdote della diocesi di Fabriano-Matelica. Laureato in Filosofia ha conseguito il Dottorato di ricerca in Filosofia (Anselmianum, Roma) e in Teologia e Ontologia Trinitaria (Puc-Rio; Ius-Sophia) (doppio titolo, congiunto). Ha svolto i suoi studi in diverse Università italiane e straniere. Attualmente è direttore della Caritas diocesana e insegna Teologia Fondamentale presso l’Istituto Teologico Marchigiano (Ancona); Filosofia della Religione, Introduzione alla Teologia e il “Seminario di sintesi” presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (Ancona). La sua ricerca verte sul rapporto tra mistica, teologia e fenomenologia.

 

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[1] V Conferencia General del Episcopado Latinoamericano y del Caribe, Documento Conclusivo Aparecida, n°411. Traduzione nostra.

[2] Francesco, Evangelii Gaudium. Esortazione Apostolica, Città del Vaticano 2013, n° 24.