3ª Giornata di studio su migranti e rifugiati

 

Lo scorso 16 febbraio si è svolta la 3° Giornata di studio e di formazione professionale per giornalisti promossa dalla Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce, dal SIMI e dall’Associazione ISCOM, in collaborazione col Comitato Informazione, migranti e rifugiati. Anche quest’anno l’iniziativa, dal tema La comunicazione su migranti e rifugiati tra solidarietà e paura, ha offerto un’occasione di confronto tra accademici, giornalisti e responsabili di organizzazioni umanitarie al fine di esaminare le criticità del sistema mediatico nella narrazione del fenomeno migratorio e contribuire a una informazione più rispettosa della dignità umana.

 

La Giornata è iniziata con l’intervento di Padre Fabio Baggio, cs, che ha richiamato alcune iniziative adottate dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale in funzione di una «comunicazione generativa» di verità e di cura. Padre Baggio ha posto in particolare l’attenzione alla questione del lavoro e al futuro dell’occupazione; una sfida per tutti, che nel caso di migranti e rifugiati presenta ulteriori incertezze e criticità, come il rischio concreto di essere esposti a varie forme di «schiavitù e di sfruttamento».

Alcune testimonianze di rifugiati, raccolte dal Centro Astalli, hanno poi accompagnato la Giornata, insieme a due contributi video. Tra i relatori Mario Marazziti della Comunità di Sant’Egidio, che ha riflettuto sull’importanza della “vera” accoglienza e della “vera” integrazione; Gian Guido Vecchi del Corriere della Sera, per capire come raccontare la tragedia delle migrazioni; Stefano Allievi, ordinario di Sociologia all’Università di Padova, che ha invitato sia ad entrare sia nella testa, nel corpo e nei sogni di un migrante, sia nella vita di chi si trova ad avere a che fare con loro per guardare alla «dimensione dei valori, ma anche a quella degli interessi, dei bisogni, dei sentimenti». Adele Del Guercio, del Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, si è invece soffermata sull’aspetto giuridico e sul tema dei diritti violati alle frontiere europee.

Alla giornata ha partecipato anche P. Aldo Skoda, direttore del SIMI e docente presso la Pontificia Università Urbaniana. Insieme a Fabrizio Battistelli, presidente dell’Istituto Ricerche Internazionali Archivio Disarmo, e con la moderazione di Vincenzo Lino, P. Skoda ha esaminato la percezione del fenomeno che scaturisce dall’attuale comunicazione mediatica, anche social, che costruisce una «mitologia migratoria». Sulla scorta dell’invito di Papa Francesco ad ascoltare le storie di migranti e rifugiati, «occorre superare la tendenza di presentare il fenomeno della mobilità umana solo attraverso i numeri, le definizioni o peggio ancora i fatti di cronaca che seminano incertezza e paure». P. Skoda ci ricorda come fondamentale sia l’impegno concreto per andare oltre la cultura dell’indifferenza e del sospetto, verso una fratellanza reale e concreta. Battistelli ha analizzato l’aspetto sociolinguistico delle metafore utilizzate dai media e cruciali nella comunicazione di temi particolarmente controversi; aspetto studiato nel suo volume Italiani e stranieri. La rabbia e l’imbroglio nella costruzione sociale dell’immigrazione, edito da Franco Angeli e disponibile in open access.

Quando non è l’uso delle metafore a creare distorsioni mediatiche e discriminazioni reali, è il silenzio sul tema dell’immigrazione, le cui notizie dopo due anni di pandemia sono sempre più ai margini. Così i migranti «i dopo essere stati criminalizzati e vittimizzati, ora i migranti subiscono un’altra sorte: quella dell’invisibilità e dell’indifferenza», come ricorda Annalisa Camilli di Internazionale nel suo intervento conclusivo durante il quale, insieme a Nello Scavo di Avvenire, si è discusso il tema dei rapporti tra verità e professione giornalistica.