CURA PASTORALE IN CONTESTO URBANO: “DIALOGO PROFETICO” CON I MIGRANTI

NELLA CITTÀ DI ROMA

Jovannie Postrano

            La migrazione esprime l’identità fondamentale dell’essere umano, quella di essere in movimento. La voglia di muoversi è presente nel DNA di ogni persona perché ha la curiosità di conoscere altri posti. C’è sempre un desiderio di andare oltre la nostra realtà per conoscere l’ignoto, per incontrare l’altro, per fare una nuova esperienza, per cercare il futuro migliore. Per questo motivo, si migra continuamente. In effetti, le migrazioni sono state presenti fin dall’inizio della storia umana. La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che i primi movimenti della specie umana sono avvenuti prima all’interno dell’Africa e poi fuori dall’Africa [1].

            Allo stesso modo, le zone urbane si sono sviluppate per costruire una realtà umana sempre migliore. É anche per questo motivo che le persone si muovono nelle zone urbane. Inoltre, ci sono anche flussi migratori urbano-urbano, o urbano-rurale, per motivi diversi e che coinvolgono diversi tipi di migranti. L’urbanizzazione e la migrazione sono strettamente legate. La migrazione contribuisce al processo di urbanizzazione e l’urbanizzazione stimola i flussi migratori.

            Questa tesi è uno studio della teologia pastorale contestualizzato nella realtà migratoria della città, che risponde alla domanda principale: come attualizzare una pastorale urbana con i migranti che sappia dialogare con il contesto sociale e culturale, e allo stesso tempo annunciare la salvezza universale del Regno di Dio? Cioè, come si può collaborare con coraggio alla missione salvifica di Dio in una società pluralistica? Il tema del “dialogo profetico” conosciuto nell’ambito della teologia contestuale e della teologia della missione, è utilizzato come modello pastorale nella speranza di offrire un’azione pastorale integrale con i migranti nella città di Roma. In questo senso, intendo offrire una proposta pastorale che sia fatta insieme ai migranti, che cerchi il dialogo a tutti i livelli e anche l’annuncio del Regno di Dio, rispondendo al “qui e ora”, all’hic et nunc della persona umana, del popolo di Dio.

            L’approfondimento di questo tema è ispirato dal mio interesse per la pastorale della città con i migranti, certamente condizionato dalla mia esperienza di vita e dalla mia prospettiva di migrante nella città. Il tema del “dialogo profetico” come espressione concreta della teologia contestuale mi ha fatto capire che la teologia deve incarnarsi nel contesto e nella vita quotidiana degli esseri umani. La ricerca è presentata in tre momenti: all’inizio si presenta uno sguardo generale sul fenomeno migratorio urbano, successivamente si prende in considerazione la riflessione teologica sul modello di “dialogo profetico” nella pastorale urbana e, infine, si espone l’applicazione del modello di “dialogo profetico” nella cura pastorale con i migranti a Roma.

            Nel primo momento, si spiega in modo ampio la realtà migratoria. Per comprenderla, non si può prescindere da un approccio interdisciplinare che riunisca le seguenti dimensioni: sociologica, politica, antropologica, economica, demografica, geografica, psicologica del fenomeno. Pur consapevoli dei limiti di questo approccio, si esaminano alcune delle teorie proposte e saranno applicate alla realtà di indagine: la città di Roma. Si prende in considerazione in termini generali le tipologie più rappresentative di migranti presenti nella città metropolitana di Roma. Poi si descrive le sfide, alcune più evidenti, altre meno. Si mostrano anche le opportunità sociali e ecclesiali per poi sviluppare un modello pastorale che rifletta l’identità di una Chiesa che cammina con i migranti in un contesto globalizzato.

            Nel secondo momento, si esamina il discorso teologico del modello del “dialogo profetico”. Si approfondisce l’origine di questo modello, che rimanda alle esperienze missionarie in diversi contesti e saranno presentati i profili degli autori che hanno contribuito in maniera decisiva alla sua elaborazione, approfondimento e diffusione: Stephen Bevans e Roger Schroeder. Si esamina anche la riflessione teologica contestuale e pratica che parte dalla ricerca della presenza di Dio nel contesto umano, sociale e culturale e anche nella storia e nella Tradizione. Inoltre, è evidenziata la rilevanza del “dialogo profetico”, come teologia pratica e contestuale, nella cura pastorale urbana nel contesto migratorio.

            Nel terzo momento, si mostra l’applicazione dell’approccio del “dialogo profetico” nella pastorale urbana nel contesto migratorio a Roma. Si spiega che tale approccio è radicato nel dialogo del Dio Trinitario e della sua azione salvifica. Successivamente, si fa vedere come il modello di “dialogo profetico” nella cura pastorale può illuminare le sfide urbane. Infine, Bevans e Schroeder hanno sviluppato 6 elementi della prassi dell’azione ecclesiologica in cui ognuno di essi ha una componente dialogica e profetica. Questi elementi e prassi sono: (1) L’annuncio e la testimonianza, (2) La liturgia, la preghiera e la contemplazione, (3) La giustizia, la pace e l’integrità del creato, (4) Il dialogo ecumenico e interreligioso, (5) L’Inculturazione, (6) la Riconciliazione[2]. Seguendo questo schema, si individuano alcuni esempi della prassi pastorale a Roma per promuovere il dialogo profetico con i migranti. Si spera anche di poter offrire alcune proposte pastorali che rispondano alle sfide menzionate nel primo momento.

             Questa ricerca presenta alcuni limiti, innanzitutto si riconosce che non esiste un modello perfetto di azione pastorale, inoltre la ricerca di un modello efficace è sempre un lavoro in corso perché è in constante dialogo con la realtà e anche con la rivelazione divina e questo implica adattamenti per rispondere efficacemente alle esigenze pastorali. Questa tesi non pretende di fornire risposte scientifiche alle sfide migratorie, ma si limita a presentare uno schema della teologia pratica. Pertanto, le proposte avranno sempre una visione di fede, e i dati statistici e le ricerche scientifiche che sono utilizzate nel presente elaborato servono a creare un legame fra scienza e teologia, che sono due elementi importanti della teologia pratica. Inoltre, la ricerca sulla pastorale nella città con i migranti è limitata, in modo generale, al contesto della città di Roma. Non si intende entrare nel contesto specifico dei diversi centri e strutture pastorali. Sono evidenziati solo alcuni esempi della prassi per fornire alcuni chiarimenti. Infine, pur riconoscendo i suoi limiti, questa tesi è un lavoro aperto come il “dialogo profetico”, è aperto con Dio, gli esseri umani e il mondo.

             È necessario sviluppare due atteggiamenti nella cura pastorale: essere umile per dialogare a tutti livelli, ed essere coraggiosi per annunciare la presenza di Dio nella città. La presenza dei migranti a Roma è già una forma di dialogo perché cerca di conversare con tutti nello spirito di cattolicità, unità, fraternità, pace e comunione. La condizione di vita dei migranti è già una forma della profezia perché ricorda la condizione dell’essere umano e cristiano; l’essere pellegrino sulla terra. È importante vedere il fenomeno migratorio nella città all’interno della logica di Dio che agisce nella storia umana, nella vita concreta dei migranti.

[1] Cfr E. GROENEVELD, «Early Human Migrations» in History Encyclopedia (Published on 15 May 2017), https://www.worldhistory.org/article/1070/early-human-migration/, (Consulted on November 12, 2021).

[2]Cfr S. BEVANS – R. SCHROEDER, Constant in Context,a Theology of Mission today, Orbis Books, Maryknoll NY 2004, 351.

 

Jovannie Postrano (Filippine) ha studiato filosofia presso il  Christ the King Mission Seminary di Manila. Ha studiato teologia presso la Pontificia Università Lateranense (2019). Nel 2022 ha conseguito la licenza in Teologia Pastorale e Mobilità Umana presso laPontificia Università Urbaniana.