Giornata di studio in occasione dell’inaugurazione della Licenza in Teologia Pastorale e Mobilità Umana

Lo scorso martedì 30 novembre si è tenuta presso l’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana la Giornata di studio in occasione dell’inaugurazione della Licenza in Teologia Pastorale e Mobilità Umana dal titolo Per una Chiesa dalle genti Le migrazioni tra pensiero teologico e azione pastorale.

Dopo i saluti iniziali di S.E.R. Card. Luis Antonio Gokim Tagle – Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e Gran Cancelliere dell’Università – che ha ricordato come sfollati, vittime di tratta e rifugiati hanno avuto un ruolo cruciale nella storia della salvezza e come i migranti siano “ponti tra culture”, il Rettore Magnifico dell’Università, Leonardo Sileo, ha letto il messaggio di saluto di Papa Francesco per l’inaugurazione della nuova Licenza in Teologia e Mobilità Umana. “Il felice connubio con i Missionari Scalabriniani costituitosi per questa iniziativa – scrive sua Santità – è garanzia di professionalità e radicamento in un’esperienza pastorale ultracentenaria” e che conferma l’attenzione speciale riservata all’approfondimento di un fenomeno segno della nostra epoca.

Una sfida attuale verso la quale P. Leonir Chiarello, Superiore Generale dei Missionari Scalabriniani, ricorda che “tutti noi siamo invitati ad assumere atteggiamenti di ascolto, dialogo e discernimento per rispondere alle sfide attuali. Siamo inviati a camminare insieme come Chiesa per vivere la comunione, realizzare la partecipazione e aprirci alla missione” e quando la missione sono i migranti, “si aggiungono sfide complesse” che richiedono “competenze scientifiche e un approfondimento sistematico, articolato e interdisciplinare per costruire realtà aperte al fenomeno e azioni pastorali adeguate”.

La giornata è andata avanti con la prima sessione, moderata dal Prof. Gioacchino Campese, in cui P. Baggio – Sotto-Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale – ha ricordato come le migrazioni rappresentino una parte importante nella storia della Chiesa perché proprio “la migrazione ha portato il messaggio di salvezza, il Vangelo, negli angoli più remoti della terra permettendo la nascita di tante comunità e chiese”. In una prospettiva storica, anche l’intervento di P. Giovanni Terragni – Direttore dell’Archivio Generale Scalabriniano – sull’opera e il pensiero di Monsignor Scalabrini. Ha chiuso la sessione, la riflessione teologica del Prof. Stephen Bevans – emerito di Missione e Cultura alla Catholic Theological Union di Chicago – che ha sottolineato come “la sofferenza dei migranti ci insegna a pensare in modo nuovo a Dio e alla nostra responsabilità” e per questo i migranti non devono essere visti come un problema, ma come un “dono”.

La seconda sessione, moderata da P. Aldo Skoda, Direttore del SIMI, ha visto susseguirsi gli interventi della Prof.ssa Laura Zanfrini – Ordinario di Sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – e della Prof.ssa Enrica Ottone – Ordinario di Pedagogia sociale e interculturale alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”. Il “cuore della nostra attenzione” è sempre alle persone, ai migranti che sono “i paradigmi della vulnerabilità della natura umana ma anche di una società con deriva darwinistica che crea scarti umani”, ha detto la Prof.ssa Zanfrini, che ha sottolineato come le migrazioni rappresentino una sfida per la Chiesa, ma allo stesso tempo siano anche “uno specchio della società”. Una società che è sempre più multiculturale e multireligiosa. Allora è importante riflette, formare e formarsi sulle competenze per vivere l’intercultura, spiega la Prof.ssa Ottone, per “costruire insieme le ragioni della convivenza nell’equilibrio tra rispetto della differenza e condivisione di valori comuni” che porti veramente verso un ““noi” sempre più grande”.

 

La terza sessione, sempre moderata da P. Aldo Skoda e svoltasi interamente online, è stata dedicata a testimonianze dell’azione concreta con i marittimi (P. Ansensius Guntur, Stella Maris – Kaohsiung (Taiwan); con le realtà multiculturali negli Stati Uniti (P. Vincenzo Ronchi, Resurrection Catholic Parish – Winter Garden) e sui flussi migratori internazionali analizzati da P. Barly Kiweme del Centre d’Information et d’Études sur les Migrations Internationales CIEMI di Paris. La Dott.ssa Giulia Treves, dello Scalabrini Center Cape Town (Sud Africa) ha raccontato l’esperienza delle migrazioni nella complessa realtà del paese sudafricano, mentre un focus particolarmente importante in questo periodo è stato dato da P. Giovanni Scalese con la sua esperienza in Afghanistan.